Compleanno( per i miei 61).

 Compleanno.


Per il mio compleanno

mi sono regalato

una giornata normale,

ho lavorato,

ho parlato con mia madre,

la sera ceno con la persona che amo,

niente celebrazioni,

un anno è passato,

qualche amico  se n'è andato per sempre

e anche qualche caro

li ricordo in flashbacks

con simpatia e affetto,

in molti casi....


Ah... ho scritto il mio dodicesimo libro...


mi manca mio padre,

questo sì,

e l'ho sognato,

ma non mi parlava

e ho capito perchè:

voleva dirmi

-te la devi vedere da solo,

ricorda le cose che ti ho detto,

e perchè te le ho dette,

e vai avanti con le tue convinzioni,

mi raccomando a tua madre,

fregatene dei nemici e dell'invidia,

tira dritto,

non hai bisogno di dimostrarmi nulla,

sei mio figlio...


Come abbia fatto a dirmi tutto questo 

se non parlava

non ne ho idea,

forse me lo sono immaginato,

tante volte quelli che ti mancano

te li immagini ancora vivi che ti parlano...


Sembra un compleanno malinconico,

in realtà serve a tirare delle somme:

a me è sempre piaciuto ridere

di me stesso

e degli altri,

perchè se non sai ridere di te stesso,

non riesci a ridere degli altri,

dei figli di puttana me ne frego,

quando li guardo in faccia 

è come se fossero cosparsi di vernice invisibile,

so che sono lì, ma non li vedo,

i miti li amo

(non intendo Fidel Castro o Bukowski, ma la gente buona

che la vita prende a calci nel culo)

e li difendo

se posso...


Quando sono uscito dal parcheggio,

per tornare a casa,

cercavo la macchina,

ho girato tutto il parcheggio,

poi mi sono ricordato che ero venuto in bicicletta...


ed è stato come se la vita mi avesse appena detto:

hai voluto la bicicletta? 

Adesso pedala!

Be', se volevo andare a casa ad assaggiare la torta

non mi restava che pedalare.


Ma non è stato male,

il naviglio era calmo,

le rondini garrivano,

la primavera mi accarezzava 

il viso,

il vento si infilava negli angoli delle mie rughe,

e soffiava la musica che volevo sentire,

quella del tempo che passa...






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