Pasquetta a Milano...
Pasquetta a Milano...
Pasquetta a Milano, c'è il parco delle cave diventa una specie di campionato del mondo di barbecue nel quale si cimentano sudamericani di tutti i generi. Se vuoi fare due passi c'è la stessa densità di un centro commerciale d'inverno quando piove. E in più ti sembra di essere nel corso di una manifestazione studentesca attaccata dai lacrimogeni, che sono i fumi dei barbecue. Fiumi di birra contribuiscono alla seconda gara: quella a chi ce l'ha più appuntita: la pancia. Si mettono di profilo e vince quello che non si vede più l'uccello, quando orina: non perchè è volato. No. Poi ci sono famiglie con bambini con passeggini che prendono una bella boccata d'aria di barbecue di puntine di maiale, mentre i papà fanno i maiali guardando il di dietro a qualche bella jogger che fa finta di correre in calzamaglia nera e che in tutto quel casino è venuta a mantenersi in forma proprio il giorno di Pasquetta, quando potrebbe farlo durante qualsiasi altro giorno e ora della settimana... ma perchè perdersi i commenti sulle proprie retrospettive come se fossero al Grande Fratello? E ma tu sei machista tossico, dirà qualcuno. Non perchè manco gli uomini scherzano, fanno footing con le facce cosparse di crema solare e le sopracciglia ad ali di gabbiano che sono l'unica cosa che vola in quel casino dal quale gli uccelli e gli scoiattoli e le lepri e le volpi e le cornacchie e le gazze e i piccioni, hanno visto bene di allontanarsi. E i gabbiani, ovviamente, ci sono rimaste le sopracciglia. I volatili in fuga volano sopra le nebbie: a Milano dicono che non c'è più la nebbia: venite al parco delle cave a Pasquetta e poi ne riparliamo. Ovviamente c'è il classico campione che alla settima salamella cerca di sollevarsi alla sbarra isometrica. E la sbarra risponde: i-so-metrica ma tu sei scemo...
Ma la cosa più spettacolare di questo racconto è che: io sono andato a lavorare.
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