La strada.
La strada.
Vengo da una famiglia benestante,
ma non mi sono mai piaciuti
i miei pari sociali,
me la facevo con i ragazzi di strada,
e spesso mi picchiavano,
non sapevo fare a botte,
ma sapevo incassare bene,
poi a volte esplodevo,
con bastoni e pietre,
e ottenni un certo rispetto,
e per tutte le volte che le ho prese,
ho imparato che se prendi un cazzotto,
puoi rimediare,
all' Università,
e nella vita reale,
i cazzotti erano diversi,
e non si poteva rimediare,
erano raccomandazioni,
favoritismi,
carriere costruite a tavolino,
certo mi sono laureato,
ma i miei amici più cari
sono rimasti i miei amici della strada,
quelli delle palline,
delle figurine Panini,
del nascondino,
delle pallonate ai garage,
perché loro erano sinceri
nella loro brutalità,
ho giocato al pallone con loro,
partite interminabili,
ci siamo picchiati,
insultati,
ma tutte le volte che li incontro ,
per strada o al bar,
mi stringono la mano,
mi ritengono uno di loro,
anche se non sono d' accordo
con le mie idee,
mi rispettano,
e gli sgambetti che mi hanno fatto,
glieli perdono tutti,
mi hanno insegnato a vivere,
mi hanno insegnato a capire,
che i cazzotti ai quali non si può rimediare,
sono quelli dati a tradimento,
come coltellate,
da persone in giacca e cravatta,
che da piccoli sedevano nei seggioloni
e mangiavano omogeneizzati,
e che sin da piccoli
avevano vite spianate
e le uniche strade che conoscevano
erano quelle che ordinavano di costruire.
Alcuni di loro mi accusavano di essere
comunista
molti di loro
poi hanno detto che ero estremista
quando i comunisti
hanno preso il potere,
a volte e in qualche modo,
e a LORO è toccato cambiare casacca,
facendosi chiamare
democratici e riformisti,
per restare dominanti,
ma io resto un loro nemico,
e quando li incontro non li saluto nemmeno,
perché anche se devo lavorare per vivere,
mi sento di non rubare niente al destino
e alla vita
soprattutto agli altri
e mi sento un uomo libero,
un vecchio ragazzo che viene dalla strada
anche se parla forbito e ha studiato
e tutti sanno che ci si deve guardare
da chi viene dalla strada e parla bene in italiano,
bisogna avere paura da chi viene dalla strada,
perché anche se ha studiato
conosce le regole della strada,
e la regola numero uno della strada è:
rispetta gli sconfitti più dei vincitori,
perché i vincitori si dimenticano in fretta,
di quelli che li hanno fatti vincere.
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