I russi.
I russi.
Gli scrittori russi
hanno penetrato l' animo umano
contemperandolo con una visione filosofica,
i romanzi di Dostoevskij
sono meglio di qualsiasi seduta psicanalitica,
ed è quasi gratis,
Gogol mi ha fatto ridere
come Totò
con il senso del grottesco,
Cechov mi ha insegnato a scrivere
ed è colui che ha detto,
si scrive perché ci si rompe il naso,
Nabokov mi ha suggerito,
che non smetti mai di essere russo,
nemmeno se parli americano,
Limonov emigrò in America
per scoprire che aveva nostalgia
dell' Unione Sovietica,
Tolstoj coniugò pacifismo,
animalismo e cristianesimo,
e c' è voluto del coraggio nel farlo,
Bukgakov aveva una fantasia
sperticata,
mise in ridicolo il burocratismo
sovietico,
viaggiando in Russia
vidi la guardiana delle oche
seduta a leggere Puskin,
una donna guidava l' autobus
con un Dostoevskij sul cruscotto,
una signora che vendeva cipolle,
pago' il biglietto alle figlie
per i musei di Mosca,
spiegando alle figlie
che la cultura era importante,
i russi amavano
ed amano
leggere,
hanno una lunga storia,
di cui sono orgogliosi
con tutte le glorie
e con tutte le miserie,
non gettano via il bambino e l' acqua sporca,
e anche chi ha odiato il potere russo
ed ne è stato
perseguitato ,
è rimasto russo,
nell' animo,
e questo anche grazie
alla letteratura russa,
che non ha avuto paura di criticare
il potere,
quando era pericoloso farlo;
grazie a tutta la ' banda' degli scrittori russi,
potevi chiederti il senso dell' esistenza,
una domanda che non è mai
venuta un mente,
a chi vorrebbe boicottare gli scrittori russi,
perché Putin ha invaso l' Ucraina...
Andrò sempre in giro con un Dostoevskij,
un Gogol,
un Turgenev ,
sotto braccio,
siederò sempre in un Bar,
con un Goncarov,
sentendomi Oblomov,
mentre tutti intorno,
sanno perfettamente cosa fare,
come brigare,
per stare al mondo meglio degli altri...
Io sono al mondo
in mezzo agli altri
e senza spiccare
spicco,
e questa è un' altra cosa che mi hanno
insegnato i russi..
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